Multitasking? Forse anche no…

Una confessione: sono giorni che mi arrovello alla ricerca di una bella storia sull’idea di multitasking… qualcosa che mi faccia sentire parte del flusso… ed esclamare, facendo la ruota: olé ragazze e ragazze, come al solito i MIEI greci la sapevano lunga… Il multitasking l’hanno inventato loro! E mi ero anche illusa, perché il greco antico ha la parola perfetta: polutropos, leggi politropos. Polutropos è un aggettivo bellissimo: vuol dire multiforme, cangiante, adattabile… in una parola: multitasking. Si usa di solito delle persone intelligenti, in particolare di Ulisse, che di tutti gli eroi greci era sul serio il più bright.

Ma… cerca che ti ricerca, non ho trovato nemmeno UNA donna del mito che fosse multitasking, non una! All’inizio mi sono un po’ depressa, poi ho pensato: beh, in fondo le donne greche non potevano nemmeno mettere il naso fuori casa perché, se poi uscivano, ZIG! le trattavano da prostitute… Quindi per forza non erano multitasking!

Poi mi si è insinuato un dubbio: non è che a loro il multitasking forse non interessava? E in effetti, a pensarci bene, è proprio così. Un esempio per tutte: le Amazzoni, creature al confine fra leggenda e realtà, e quindi perfette. Le Amazzoni per i greci erano donne in carne ed ossa, solo che vivevano immerse nelle nebbie di qualche terra del nord o nella desolazione delle steppe; agli eroi toccava prima o poi un incontro con queste donne guerriere e, a volte, ci scappava anche un figlio, come nel caso di Teseo che genera, con un’amazzone, Ippolito. Le Amazzoni potevano, volendolo, essere miltitasking: andavano in guerra, cacciavano e avevano una famiglia, un marito e dei figli.

Un po’ come le nostre soldatesse per intenderci, di cui spesso leggo con invidia come sappiano conciliare alla perfezione marce all’alba, manuntenzione dell’arma e accudimento della prole. Nel mio immaginario, le donne soldato sono sempre sposate con figoni accessoriati di mostrine e stelle e generano figli campioni di basket.

Eppure: eppure alle Amazzoni questo modello invidiabile e bionico di femminilità non interessava proprio; come vuole la leggenda, queste donne, considerate barbare, vivevano in un regime di assoluta libertà, sessuale in primis. Quando terminavano il loro apprendistato di guerriero, si praticavano un’automutilazione atroce, tagliandosi il seno destro. Le ragioni sono note: le Amazzoni così rendevano più fluido ed efficace il gesto di tendere un arco, la loro arma per eccellenza. Ma questo gesto cruento aveva anche un significato meno pratico e molto più simbolico: era un rifiuto della maternità, lì dove questa parola fa rima con allattamento e accudimento quotidiano. Le Amazzoni cioè facevano all’amore e diventavano mamme… ma poi, dopo aver partorito, lasciavano i propri figli ai padri che li tiravano su fino alla maggiore età. I padri cucinavano, tenevano in ordine la tenda, pulivano sederi e musi imbrattati di miele… Sostituivano in tutto le donne, mentre loro correvano veloci a cavallo, imbracciavano l’arco, proteggevano il territorio dagli intrusi; portavano a casa il cibo la sera e se ne andavano all’alba, libere del loro tempo.

Quindi multitasking: forse no, ma ben venga ancora una volta l’esercizio fine dell’arte della delega.

Credo che si sia un po’ multitasking, anche mostrando duttilità, adattandosi alle circostanze, capendo che, se anche ci sentiamo in grado di fare tutto, a volte potremmo forse dire: “anche no”.

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